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Kiev starebbe valutando l’annuncio di un percorso elettorale straordinario che includa sia le presidenziali sia un referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia. Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita funzionari ucraini ed europei coinvolti nelle discussioni, il presidente Volodymyr Zelensky potrebbe presentare il piano il 24 febbraio, data simbolica dell’inizio dell’invasione su larga scala.

L’ipotesi si inserisce in un quadro negoziale più ampio. Nei giorni scorsi Reuters ha riferito che, nell’ambito dei colloqui tra Washington e Kiev, sarebbe stata presa in considerazione la possibilità di sottoporre ai cittadini ucraini qualsiasi accordo di pace raggiunto con Mosca. Il voto referendario potrebbe svolgersi contestualmente alle elezioni nazionali, con una finestra temporale ipotizzata per il mese di maggio.

Pressioni internazionali e calendario politico

Il tema delle elezioni in Ucraina è tornato al centro del dibattito anche per le sollecitazioni provenienti dagli Stati Uniti. Secondo il quotidiano britannico, l’amministrazione del presidente Donald Trump avrebbe spinto per una consultazione entro metà maggio, ventilando la possibilità di riconsiderare le garanzie di sicurezza offerte a Kiev in caso di ulteriori rinvii.

Zelensky, intervenendo recentemente davanti alla stampa, ha sottolineato che Washington sarebbe interessata a una tempistica definita per la conclusione del conflitto, indicando l’estate come possibile orizzonte per una svolta diplomatica.

Una svolta sotto legge marziale

L’eventuale convocazione delle elezioni rappresenterebbe un cambiamento significativo nella posizione ufficiale del governo ucraino. Finora, infatti, la leadership di Kiev ha sostenuto l’impossibilità di organizzare consultazioni nazionali mentre è in vigore la legge marziale, con milioni di cittadini sfollati e una parte consistente del territorio sotto occupazione russa.

Fonti citate dal Financial Times evidenziano tuttavia che il calendario resta incerto e dipenderà dall’andamento delle trattative con Mosca e dagli sviluppi sul terreno. Allo stesso tempo, l’apertura a un voto rapido potrebbe rafforzare la posizione di Zelensky sia sul piano interno, in vista di una possibile rielezione, sia nei rapporti con Washington.

Consenso in calo e clima politico

I sondaggi mostrano che il sostegno popolare al presidente, pur rimanendo significativo, non raggiunge più i livelli quasi plebiscitari registrati nelle prime fasi del conflitto. A incidere sarebbero anche alcune polemiche legate a presunti episodi di corruzione che hanno coinvolto figure vicine all’esecutivo.

Collaboratori del presidente avrebbero fatto sapere che Kiev avrebbe già segnalato agli interlocutori statunitensi una disponibilità a valutare una consultazione in tempi ristretti, nonostante le evidenti complessità logistiche di un voto in tempo di guerra.

La situazione sul campo

Intanto, il conflitto continua a colpire duramente le regioni orientali. A Kharkiv, un attacco con droni russi ha provocato la morte di sette persone, tra cui tre bambini, secondo quanto riferito dalle autorità locali. L’esplosione di una stazione di servizio avrebbe generato un vasto incendio, coinvolgendo numerose abitazioni e costringendo decine di residenti all’evacuazione.

Le autorità cittadine hanno segnalato danni estesi alle infrastrutture e confermato che altri raid hanno interessato diverse aree del Paese, tra cui Odessa.